Barche e Fase 2: cosa si può fare ora?

Barche e Fase 2: cosa si può fare ora?

L’emergenza coronavirus ha certamente cambiato le vite di tutti e ha tenuto molti appassionati della navigazione lontani dalle proprie imbarcazioni.

L’avvio della cosiddetta Fase 2 ha allentato le restrizioni a cui siamo tutti sottoposti, permettendoci maggiore libertà di movimento e di azioni.

Ma nello specifico cosa possono fare gli armatori?

Le direttive cambiano da Regione a Regione, che riassumeremo brevemente nelle prossime righe. È comunque utile tenersi aggiornati sui siti della propria Regione di residenza, trattandosi di un argomento in costante evoluzione e sviluppo.

Il nuovo Decreto permette all’armatore lo spostamento della sua residenza al luogo di ormeggio o rimessaggio della barca per le operazioni di manutenzione con un’eccezione: per il momento la Campania preclude questa attività ai privati e la consente solo per gli operatori del settore.

In generale, quindi, l’armatore potrà viaggiare all’interno della sua Regione, da solo e con l’obbligo di rientro nella sua residenza entro la giornata, e svolgere le attività necessarie a mantenere sicura e funzionante la sua imbarcazione; l’Emilia-Romagna, però, limita questi movimenti alla sola Provincia di residenza.

Molte Regioni (come Basilicata, Lazio, Toscana, Marche e Abruzzo) chiariscono che sono consentiti anche gli spostamenti dell’imbarcazione stessa, se propedeutici alla sua manutenzione: sarà quindi possibile portarla ai cantieri nautici dal luogo dove era ormeggiata e viceversa.

Questa notizia sicuramente toglierà un peso dal cuore degli armatori, preoccupati che la prolungata inattività e mancanza di cure possa danneggiare la loro amata imbarcazione.

Ma c’è di più.

Alcune Regioni autorizzano già l’impiego dell’imbarcazione, seppur con alcune condizioni.

L’uscita da diporto è consentita per la pratica della pesca sportiva in Abruzzo, Marche, Puglia e Toscana: sull’imbarcazione però non possono essere presenti più di due persone e almeno una di esse deve essere regolarmente abilitata a quest’attività, con licenza fluviale o marittima.

Lombardia, Liguria e Veneto, invece, permettono già l’uscita in barca per piacere, senza per forza la necessità di accompagnarla a un’attività sportiva regolarmente riconosciuta.

In Lombardia e Veneto è consentita la navigazione di imbarcazioni private, salvo diversa comunicazione da parte dell’autorità dello specifico demanio lacuale o fluviale, e nel rispetto delle misure del distanziamento sociale.

In Liguria è ugualmente permessa l’uscita da diporto, specificando il limite di due persone a bordo che devono condividere la residenza.

In tutti i casi, l’attività deve concludersi prima della fine della giornata (la Liguria indica come orari dalle 6 alle 22) e consentire il rientro a casa: per questo anche se si dispone di una barca da 10 metri perfettamente e lussuosamente arredata non sarà possibile pernottarci, almeno per il momento.

Sia la manutenzione che l’uscita in barca rimangono consentite solo nei confini della propria Regione: lo spostamento interregionale rimane limitato alle assolute urgenze (oltre che al rientro nel Comune di residenza) e quindi se l’imbarcazione si trova oltre i propri confini bisogna affidarsi a personale specializzato per la sua cura.

Gli appassionati delle barche vedono comunque i primi segni di ritorno alla normalità e presto potranno tornare a solcare le acque in completa libertà.

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