La sicurezza a bordo della tua barca: dotazioni e consigli

La sicurezza a bordo della tua barca: dotazioni e consigli

La passione per la navigazione e il desiderio di sperimentare un’avventura in mare non devono mai far dimenticare cautela e buonsenso: in caso di emergenza, infatti, bisogna sapere come gestire la situazione e, se necessario, chiamare aiuto.

Quindi, prima di salpare è importante assicurarsi di avere con sé l’equipaggiamento più adatto sia per prevenire problemi e incidenti, sia per intervenire e garantire la sicurezza dell’armatore e degli altri passeggeri.

Oltre che per ragioni di prudenza, è la normativa nautica italiana a imporre determinate dotazioni a bordo. Tuttavia, immatricolando il proprio natante in un altro Stato, si può far riferimento a regolamenti esteri, al fine di incorrere in meno obblighi. In particolar modo, il Belgio offre all’armatore un ampio margine di discrezione in merito alle dotazioni di sicurezza.

A prescindere dai riferimenti normativi, in qualsiasi circostanza bisognerebbe avere a bordo cinture o giubbotti di salvataggio, un salvagente anulare con cima regolamentare, l’ancora e le cime di ormeggio.

Con riferimento alla normativa italiana, gli obblighi di dotazione variano a seconda della distanza dalla costa.

Entro 3 miglia, bisogna avere:

  • una boetta fumogena galleggiante e almeno due fuochi a mano a luce rossa per effettuare segnalazioni di soccorso anche diurne;
  • uno strumento di segnalazione sonora, che per imbarcazioni sotto i 12 metri può essere un semplice fischietto, mentre per quelle di maggiori dimensioni serve la campana;
  • fanali regolamentari per la navigazione notturna oppure torcia a 360° per la sola navigazione diurna.

A queste dotazioni si aggiungono i già citati salvagenti (almeno uno) e giubbotti di salvataggio (uno per persona a bordo).

Da 3 a 6 miglia, la dotazione si arricchisce di ulteriori strumenti di segnalazione, vale a dire una boetta luminosa galleggiante per le segnalazioni notturne, una seconda boetta fumogena galleggiante e due razzi a paracadute: questo tipo di strumento permette di lanciare una richiesta di soccorso luminosa che raggiunge almeno i 300 metri di altezza dal livello dell’acqua e che quindi aumenta sensibilmente la visibilità del segnale in mare aperto.

Da 6 a 12 miglia servono anche:

  • una zattera di salvataggio gonfiabile costiera;
  • bussola e tabelle di deviazione dell’Autorità Marittima per orientarsi correttamente;
  • un apparato VHF per accedere al servizio radioelettrico marino e la licenza di utilizzo RTF.

Da 12 a 50 miglia è necessario aggiungere:

  • una zattera oceanica anziché costiera;
  • un terzo fuoco a mano e un terzo razzo a paracadute;
  • bussola, barometro, binocolo e carte nautiche per la navigazione lontano dalla costa;
  • una cassetta di pronto soccorso approvata dal Decreto Sanità;
  • strumenti di radioposizionamento e riflettore radar.

Oltre le 50 miglia viene aggiunta un’altra unità per ogni dispositivo di segnalazione e l’Emergency Position Indicating Radio Beacon (EPIRB) di classe A o classe B.

Infine, tutte le considerazioni fatte si applicano a un’imbarcazione con marcatura CE, che è quindi già dotata di particolari sistemi per intervenire in caso di incendio o imbarcazione d’acqua. Per i modelli senza marcatura, è invece necessario avere a bordo anche degli estintori e una pompa.

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