La patente nautica: quando serve e come ottenerla

La patente nautica: quando serve e come ottenerla

La normativa italiana prevede una patente nautica per comandare un’imbarcazione, similmente a quanto accade per i mezzi su strada. Tuttavia, a differenza di quella automobilistica, ci sono alcune eccezioni che permettono di condurre una barca anche senza patente.

Quando serve la patente nautica e quando no? E come la si ottiene, se necessaria?

Per la prima domanda, bisogna prendere in considerazione tre fattori: potenza del motore, distanza dalla costa e lunghezza dell’imbarcazione.

Una qualsiasi barca di lunghezza superiore ai 24 metri o che naviga oltre le 6 miglia dalla costa deve essere condotta da un armatore dotato di patente nautica: nel caso specifico dell’imbarcazione superiore ai 24 metri, serve una patente di categoria B.

Per un’imbarcazione di dimensioni minori, come nel caso di un natante da 10 metri, che naviga entro 6 miglia dalla costa, l’armatore può non avere la patente nautica, a condizione che il motore non superi:

  • la cilindrata di 750 cc per carburazione a due tempi, 1000 cc per carburazione a quattro tempi fuoribordo/a iniezione diretta, 1300 cc per carburazione a quattro tempi entro bordo o 2000 cc a ciclo diesel;
  • la potenza di 30 kW o 40,8 CV.

Oltre queste soglie, è necessaria una patente nautica di categoria A, per condurre natanti e imbarcazioni da diporto.

La patente nautica è necessaria anche per la guida di moto ad acqua e per lo sci nautico; serve anche agli italiani che navigano in acque nazionali estere, mentre per contro uno straniero in Italia può esibire una dichiarazione che afferma che nello Stato di sua appartenenza o di bandiera dell’imbarcazione non è previsto l’obbligo di patenti o altri titoli di abilitazione.

La patente nautica di categoria A può essere concessa con autorizzazione alla navigazione senza limiti dalla costa oppure limitata a una distanza di 12 miglia, e ha validità di 10 anni, che scende a 5 anni superati i 60 anni di età del conducente.

La patente nautica viene concessa solo se il richiedente soddisfa precisi requisiti psicofisici e viene dimostrata la sua capacità di reagire in tempi sufficientemente brevi (IV decile della scala decilica).

La procedura prevede l’iscrizione alla Capitaneria di porto della Provincia di residenza e consiste in una prova teorica con carteggio e quiz e in una prova pratica, con modalità che variano se viene richiesta l’autorizzazione alla navigazione senza limiti dalla costa oppure no: nel primo caso l’esame teorico sarà più lungo e complesso.

Se viene superata la teoria si passa alla prova pratica, che consiste nell’esecuzione di una serie di manovre richieste dall’esaminatore: in caso di successo viene rilasciata la patente nautica, altrimenti è possibile ripetere la sola prova pratica.

Per poter iniziare a navigare, però, bisogna anche considerare le dotazioni obbligatorie a bordo e l’eventuale necessità di immatricolazione del proprio mezzo.

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