Immatricolazione della barca: aspetti pratici

Immatricolazione della barca: aspetti pratici

Un’imbarcazione con uno scafo non superiore ai 10 metri di lunghezza viene classificata come natante e, in virtù di questa denominazione, è esente dall’obbligo di immatricolazione se impiegata entro 12 miglia dalla costa (approssimativamente 20 chilometri).

Tuttavia, nonostante una barca di 10 metri offra la possibilità di evitare una pratica burocratica, l’assenza di immatricolazione pone alcuni limiti.

Perciò è bene ponderare la decisione in base alle intenzioni e ai desideri dell’armatore.

Immatricolare un natante permette non solo di sfruttare appieno il senso di libertà, l’emozione di esplorare e il piacere di una notte in mare senza doversi preoccupare della distanza dalla costa e dei limiti di sosta, ma anche di godere di ulteriori vantaggi.

Nello specifico,  l’imbarcazione viene iscritta in un archivio telematico che registra tutte le sue attività:  questo riduce le pratiche e le tempistiche di iscrizione e cancellazione e semplifica notevolmente alcune operazioni, come il passaggio di proprietà del mezzo in caso di compravendita.

A tal proposito, entrambe le parti coinvolte godono di una maggiore sicurezza nella trattativa, potendo ricorrere al registro elettronico per eventuali verifiche e per la corretta attribuzione di responsabilità in caso di danno.

Inoltre, avendo a disposizione le informazioni del registro, sono necessari meno controlli da parte delle forze dell’ordine.

Al contrario, senza immatricolazione l’accordo tra le parti è in buona fede e non si può escludere che il precedente proprietario venga in qualche modo coinvolto in caso di incidente successivo alla cessione.

L’immatricolazione obbliga l’armatore a dotare l’imbarcazione di precisi equipaggiamenti e di sottoporli a controlli periodici e a presentare la seguente documentazione: patente nautica, estratto del RID, licenza di navigazione, certificato di sicurezza, dichiarazione di potenza, assicurazione, licenza RTF, marcatura CE e manuale del proprietario.

La procedura di immatricolazione può essere svolta telematicamente presentando:

  • il titolo di proprietà;
  • un documento attestante l’acquisto (fattura o ricevuta);
  • la dichiarazione di assunzione di responsabilità durante la navigazione;
  • la dichiarazione di conformità UE;
  • la dichiarazione di potenza del motore.

Questi ultimi due documenti vengono rilasciati dal costruttore della barca, che ne conosce nel dettaglio le caratteristiche e la progetta in accordo con gli standard imposti dall’Unione europea.

È altresì possibile effettuare l’immatricolazione presso il registro di un altro Stato membro dell’Unione Europea, in accordo con la convenzione di Montego Bay, e issare sulla propria imbarcazione la bandiera di una nazione diversa da quella di residenza.

Questa possibilità offre all’armatore alcuni vantaggi grazie alle differenti normative tra Stati dell’UE: ad esempio, molte barche italiane battono bandiera belga, poiché in Belgio gli armatori godono di maggiore autonomia decisionale, imponendo così meno obblighi in materia di dotazioni e dei relativi controlli.

In definitiva, se e come procedere all’immatricolazione è una decisione che dipende solo dall’armatore in base all sue preferenzile. Ciò non toglie che affidarsi ad un’azienda come FIM, in grado di affiancare e consigliare il cliente anche nelle fase post-vendita, consente di godersi appieno l’esperienza unica della navigazione.

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